19/09/2004

Icio se ne andato,improvvisamente,in sordina:il rumore che l'ha accompagnato negli ultimi istanti della sua vita è stato solo il fruscio sull'asfalto della sua bicicletta.L'allegro fruscio che per lui era il simbolo della leggerezza e sostenibilita'di una mobilita' e una vita possibile.Una mobilita' e una vita meno arrogante,piu' silenziosa,utile e gentile verso gli altri e verso l'ambiente.
La sua scomparsa ci lascia increduli e sgomenti,come quella di un grande amico,di un grande fratello.Ci chiediamo come faremo senza di lui,senza la sua instancabile iniziativa,creativita',passione e tenacia.
Icio era un punto di riferimento immancabile e sicuro per chi credeva in ideali di giustizia, in una societa' fondata sulla tolleranza,in un mondo non diviso iniquamente tra poverta' e privilegio,in un ambiente da conservare per le generazioni future.
Quando c'era bisogno di svegliare le coscienze,di avviare percorsi nuovi per promuovere la fratellanza umana,la pace e per contrastare il degrado dell'ambiente ,si era certi di trovarlo sempre in prima fila,sempre disponibile senza riserve o limiti.Pensare globalmente ed agire localmente:per lui non era una bella frase,era il modo di vivere.
In un mondo pervaso dagli egoismi sfrenati,dalla filosofia dell'apparire,dall'opportunismo,dal tornaconto personale,la sua figura,sempre discreta,rifuggiva da ogni protagonismo per dare tutte le sue energie a far muovere la macchina silenziosa dell'altruismo e della generosita'.
Il suo restera' per noi un esempio raro e straordinario di un impegno profondo che non si puo' dimenticare e che dobbiamo portare avanti negli ambiti dove e' stato un attore instancabile:l'ambiente,l'integrazione tra le culture,la cooperazione,il mercato equo e solidale.
Lo ricorderemo come un amico gioviale ed aperto,come una persona che ha vissuto una vita,troppo troppo breve,come “dovere”, votata al servizio degli altri,mite e riservato,ma determinato e costruttivo.

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